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Partecipazione e democrazia

Più funzioni a Città metropolitana e Municipi, Uffici partecipazione diffusi e una rete di soggetti attivi per diffondere patti di collaborazione e cittadinanza digitale

CITTA’ METROPOLITANA E DECENTRAMENTO. I fenomeni legati all’ambiente, alla qualità dell’aria e delle acque, alla mobilità e al ciclo dei rifiuti riguardano dimensioni strutturalmente di area vasta, sovracomunali, e hanno la necessità di essere affrontate a livello metropolitano con una struttura istituzionale legittimata ad occuparsene e dotata degli strumenti adeguati. Questo vuole dire superare la dimensione comunale e investire la Città Metropolita delle competenze di governo su tali temi, garantendo al contempo un controllo democratico attraverso l’elezione diretta del sindaco Metropolitano. Per potere realizzare tali riforme è necessario portare l’interlocuzione a livello nazionale, anche raccogliendo un mandato popolare in tal senso, per ottenere l’approvazione di una delle proposte di legge elettorale metropolitana giacenti in Parlamento e procedere alle attività istruttorie per la suddivisione del territorio comunale in aree omogenee che, a partire dagli attuali Municipi, possano potenziare verso il basso le funzioni del decentramento rispetto alla gestione del verde, della mobilità, della sicurezza e dell’assistenza primaria. In tal senso è da sostenere la delibera di iniziativa popolare già predisposta dai radicali milanesi e in corso di sottoscrizione.

SPAZI PER LA PARTECIPAZIONE E L’INCONTRO. Se da un lato la riorganizzazione istituzionale dovrà portare maggiore efficacia e dare più voce ai cittadini per le politiche di sistema, dall’altro serve creare i presupposti per accompagnare il governo della città con infrastrutture per la partecipazione diffusa che rendano concretamente fruibili le regole e le opportunità messe a punto nel corso dell’ultimo mandato. Si tratta di creare una rete diffusa di presidi territoriali a gestione diretta del Comune o attraverso accordi di collaborazione con le realtà presenti nei quartieri cittadini, a partire da social street e associazioni, per svolgere compiti di informazione, ascolto, interlocuzione e confronto tra esperienze. Tale funzione è importante anche per promuovere l’amministrazione aperta e condivisa, e indirizzare i cittadini verso gli strumenti messi a disposizione dal Comune come petizioni, delibere e referendum popolari, Istruttorie e Dibattiti pubblici, Convenzioni dei cittadini estratti a sorte. Saranno pertanto create e sostenute reti di soggetti attivatori e di punti per la partecipazione e la cittadinanza attiva che, in coordinamento con l’ufficio partecipazione, potranno semplificare l’accesso a interlocuzioni e procedure creando legami di fiducia e di dialogo tra cittadini e istituzioni e favorendo lo scambio di esperienze, la diffusione e la più facile gestione del crescente numero di patti di collaborazione.

SEMPLIFICAZIONE E DIGITALIZZAZIONE. Internamente si lavorerà alla semplificazione dei processi, alla loro completa digitalizzazione e misurabilità, a una  comunicazione migliore e maggiormente personalizzata, centrata sulle esigenze del cittadino e del fruitore dei servizi. Sarà necessario potenziare le attuali strutture dedicate alle relazioni coi cittadini e garantire un maggiore coordinamento delle funzioni trasversali ai vari settori del Comune. Tra le priorità su cui investire c’è la completa digitalizzazione della gestione degli immobili e degli spazi pubblici dati in concessione, con funzione di trasparenza e rendicontazione, e la pubblicazione in formato aperto dei dati gestionali di Comune ed erogatori dei servizi, per creare valore e avere a disposizione un vero cruscotto della città.

Centrale sarà lavorare alla diffusione delle credenziali per la cittadinanza digitale attraverso convenzionamenti e la costruzione di reti di aiuto per la trasmissione di competenze e di beni strumentali per chi necessita di aiuto e formazione e per diffondere la registrazione dei cittadini tramite l’identificativo SPID, che consente di accedere ai servizi e al portale Partecipazione. Lo sviluppo di ambienti digitali dovrà avvenire con un’attenzione sempre maggiore verso la facilità d’uso, l’accessibilità, la rimozione di barriere e l’adozione di soluzione open source. 

Anche per questo sarà importante proseguire la collaborazione con Anci e col Dipartimento della Funzione Pubblica per la creazione di piani di azione nazionale sull’amministrazione aperta e di comunità di utilizzatori e sviluppatori della soluzione software Milano Partecipa, che già oggi garantisce la funzionalità di identificazione e di firma digitale tramite SPID.

DIFFUSIONE DELLA CULTURA E PRATICA PARTECIPATIVA. Le opportunità e i princìpi contenuti nei nuovi regolamenti sui beni comuni e sui diritti di partecipazione sono a disposizione di chiunque vorrà servirsene, ma vanno incentivati e diffusi a partire dalla loro applicazione sulle grandi partite di sviluppo cittadino, come Scali e Stadio. Una attenzione particolare va riposta soprattutto alle parti della popolazione che con più difficoltà diventano parte attiva dei percorsi partecipativi e dell’attivismo civico. Un focus particolare va dedicato ai minori di età particolarmente toccati dalla pandemia, che ha creato forte disagio sociale nelle fasce più giovani, rafforzando l’esigenza di fornire loro ulteriori strumenti di coinvolgimento e partecipazione. L’obiettivo è partire dal mondo della scuola e creare maggiore collaborazione e interazione fra istituti elementari, medi, e Comune per realizzare opportunità di educazione civica, di illustrazione degli istituti partecipativi e di accompagnamento alla formulazione di proposte, amplificando l’esperienza dei Consigli delle ragazze e dei ragazzi. Per quello che riguarda le scuole superiori si intende intensificare e istituzionalizzare il rapporto con gli enti di rappresentanza già presenti, come la Consulta degli studenti, con la quale realizzare percorsi organici di collaborazione.

CREAZIONE DI RETI. Si lavorerà infine utilizzando e ampliando tutte le reti associative locali e internazionali e le rappresentanze presso le istituzioni nazionali per favorire lo scambio di esperienze, l’adozione di standard e l’adozione di una normativa quadro nazionale che raccolga le sperimentazioni realizzate negli ultimi anni dagli enti locali per innovare e favorire la partecipazione dei cittadini, ampliando i diritti del cittadino e rendendoli omogenei a tutti i livelli di governo.