Home » Programma

Programma

Scopri il nostro programma:

Scenario

Negli ultimi anni Milano ha saputo anticipare i tempi sulle politiche ambientali e sui diritti grazie alla mobilitazione dal basso e al diffuso ricorso a strumenti di iniziativa popolare per conquistare spazi di libertà e riforme che altrove si sono affermate solo anni dopo.

E’ il caso dei referendum ambientali di MilanoSìMuove, che hanno prodotto le zone a traffico limitato Area C e Area B, la grande diffusione della mobilità condivisa, la rinascita della Darsena, i progetti per la riattivazione dei navigli, la diffusione di verde e teleriscaldamento. Lo stesso si può dire per le delibere popolari sullo sportello Antidiscriminazione, sulle disposizioni anticipate di trattamento, sul registro delle Unioni civili, approvate a Milano prima che a livello nazionale si definissero leggi quadro in materia.

Il metodo dell’attivazione dal basso delle energie civiche ha guidato a livello istituzionale l’opera del neonato assessorato alla Partecipazione, cittadinanza attiva e Open Data, che ha sperimentato pratiche di democrazia deliberativa e amministrazione condivisa. Grazie al successo di queste sperimentazioni, questi nuovi processi decisionali sono entrati strutturalmente a far parte del patrimonio delle regole comunali attraverso l’elaborazione e l’approvazione dei nuovi regolamenti sui Patti di Collaborazione e Sui Diritti di Partecipazione popolare. Esperienze che hanno portato alla realizzazione di percorsi innovativi e alla codificazione di istituti quali il Bilancio Partecipativo, il Dibattito pubblico su opere e servizi, l’Istruttoria Pubblica su regolamenti e documenti di Piano, la Convenzione dei cittadini estratti a sorte. Strumenti che hanno impattato sulla qualità della vita in città con la lavorazione di oltre 80 patti di collaborazione tra l’amministrazione, i comitati e i cittadini attivi per la cura di beni comuni quali: nuove piazze aperte realizzate nei quartieri, giardini condivisi e cura del verde, biblioteche di condominio, iniziative sportive, rigenerazione urbana, eventi di cultura diffusa, che hanno prodotto anche servizi e benefici immateriali come la diffusione dei dati aperti, l’assistenza spirituale nelle stanze del silenzio, il portale dei saperi per raccogliere storie e fare incontrare opportunità.

La pandemia ha accelerato la realizzazione di queste esperienze confermandone la rilevanza. Sono state potenziate da un lato le reti di vicinato e dall’altro gli strumenti della cittadinanza digitale, che hanno dato continuità ai servizi anche durante la pandemia. Un ruolo centrale è stato svolto dal portale integrato per la partecipazione, sviluppato con codice sorgente aperto a partire dall’esperienza di altre città europee come Barcellona, e integrato con lo standard identificativo digitale SPID, in uso a tutte le amministrazioni. Il portale Milano Partecipa ha, anche in questo caso, anticipato le innovazioni nazionali rendendo possibile la raccolta firme digitale sulle petizioni comunali e le interazioni sicure e certificate in un ambiente collaborativo a beneficio di tutti i percorsi partecipativi, illustrati attraverso documentazione e approfondimenti.

La trasparenza e la conoscenza sono stati presupposti per realizzare questo progetto di amministrazione aperta. Per collocare Milano ai più alti standard internazionali si è lavorato in tutte le reti più affermate: Open Government Partnership, Eurocities, Anci, Forum PA, e sono stati creati indicatori e e proposti progetti sulla base delle migliori esperienze nel campo della partecipazione e della trasparenza: un nuovo portale Open Data basato su visualizzazioni e ricerche personalizzate, il nuovo Geoportale con oltre 300 mappe navigabili, il progetto di Portale unico del dato che raccoglie le informazioni statistiche e gestionali di Comune e Partecipate insieme al monitoraggio della performance sulla trasparenza.

Questa modalità amministrativa, che si fonda sull’apertura e la condivisione con i cittadini e i portatori di interesse delle informazioni e delle possibilità di determinare le decisioni, è una  conquista organizzativa e culturale, rivolta alla macchina amministrativa e alla cittadinanza attiva in modo generalizzato e trasversale ed è un punto di partenza irrinunciabile per lo sviluppo di nuove programmi e politiche, che pongano al centro il cittadino, la fiducia nelle istituzioni, la qualità della democrazia.